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Mirafiori: un secondo modello in discussione, ma i costi frenano i progetti

Mirafiori potrebbe produrre un secondo modello, ma i costi energetici e di lavoro limitano le possibilità.

Mirafiori: un secondo modello in discussione, ma i costi frenano i progetti

Il gruppo Stellantis ha aperto la porta a un potenziale secondo modello da produrre a Mirafiori, ma i costi energetici e di lavoro rimangono un freno significativo per i progetti. Durante un incontro con la stampa internazionale, Arnaud Belloni, nuovo responsabile dei marchi Fiat, Abarth e Lancia, ha confermato che il progetto è al vaglio nel quadro del piano strategico fino al 2030. Tuttavia, per valutarne l’impatto, sarà necessario conoscere i volumi previsti, l’entità degli investimenti e il calendario del lancio.

Un progetto in fase di valutazione

Il progetto di un secondo modello potrebbe affiancare la Fiat 500, un’icona che rimane centrale per l’identità di Mirafiori. Belloni ha sottolineato che si tratta di un veicolo particolarmente compatto, concepito per essere altamente competitivo. Non è stato però annunciato il nome, le specifiche tecniche o il prezzo. L’idea nasce da un’esigenza storica di Torino: ampliare la missione produttiva dell’impianto, riducendo la dipendenza esclusiva dalla famiglia 500. La produzione annuale a Mirafiori dovrebbe attestarsi ben al di sotto dell’obiettivo iniziale di 100.000 veicoli, con previsioni che indicano un massimo di 60.000 unità. Anche lo stabilimento di Cassino sta attraversando una fase critica, avendo prodotto meno di 9.000 veicoli nei primi nove mesi dell’anno. Per i dipendenti, la preoccupazione principale è la continuità lavorativa, dopo mesi di sospensioni delle linee di produzione che hanno alterato le attività e la vita quotidiana delle famiglie.

Le condizioni di Filosa sono un prerequisito per i nuovi investimenti

Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha posto una condizione chiara: per nuovi investimenti sono necessarie condizioni industriali più competitive. Ha spiegato che il gruppo è in trattativa con il governo e le autorità locali, cercando di ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza logistica. I costi dell’energia in Italia sono più che doppi rispetto a quelli in Spagna, un dato che ha sottolineato durante l’incontro.

Un legame profondo con Torino

Belloni ha sottolineato il legame tra Fiat e Torino, ricordando le sue origini familiari italiane e gli undici anni trascorsi nel gruppo durante l’era di Sergio Marchionne. L’intenzione dichiarata è quella di proseguire la produzione di automobili in Italia e a Torino. Ha inoltre spiegato di recarsi ogni settimana nel capoluogo piemontese per lavorare con il team ai progetti futuri.

La 500, pur essendo un’icona, rimane un modello centrale per Mirafiori. Belloni l’ha definita un’icona e uno dei veicoli attraverso cui l’Italia esercita il proprio fascino culturale nel mondo. Ha tracciato un parallelo con la Porsche 911, un modello da preservare e aggiornare nel tempo. Tuttavia, i progetti futuri restano ancora in fase di definizione, con tempistiche, caratteristiche del veicolo e modalità produttive da chiarire. Il gruppo ha anche segnalato un miglioramento: i volumi in Italia sono aumentati del 30% e Mirafiori ha raddoppiato la produzione. L’obiettivo dichiarato è chiudere l’anno con livelli produttivi doppi rispetto a quelli del 2025. Il dirigente ha tuttavia accompagnato questi dati con una valutazione prudente, riconoscendo che le problematiche degli stabilimenti non sono ancora state risolte.